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L'ignoranza e' forza.
post pubblicato in diario, il 23 aprile 2010

George Orwell, o Eric Arthur Blair, nel suo 1984.

Nell’intero corso del tempo, forse a partire dalla fine del Neolitico, sono esistiti al mondo tre tipi di persone: gli Alti, i Medi e i Bassi. Essi si sono ulteriormente suddivisi, ricevendo un numero infinito di nomi diversi, mentre la consistenza di ogni singolo gruppo, così come l’atteggiamento di un gruppo verso l’altro, hanno conosciuto cambiamenti di epoca in epoca. La struttura fondamentale della società è però rimasta inalterata. Perfino dopo sconvolgimenti enormi e dopo mutamenti all’apparenza irreversibili, questo schema si è costantemente riproposto, come un giroscopio che, in qualunque direzione e con qualunque forza lo si spinga, ritorna sempre in perfetto equilibrio.

Gli obiettivi di questi tre gruppi sono assolutamente inconciliabili fra loro. Lo scopo principale degli Alti è quello di restare al loro posto, quello dei Medi di mettersi al posto degli Alti. Obiettivo dei Bassi, sempre che ne abbiano uno (è infatti una caratteristica costante dei Bassi essere troppo disfatti dalla fatica per prendere coscienza, se non occasionalmente, di ciò che esula dalle loro esistenze quotidiane), è invece l’abolizione di tutte le distinzioni e la creazione di una società in cui tutti gli uomini siano uguali fra loro.

In tal modo nel corso della storia si ripropone costantemente una lotta sempre uguale a se stessa nelle sue linee essenziali. Per lunghi periodi si ha l’impressione che gli Alti siano saldamente al loro posto, ma prima o poi giunge il momento in cui o smarriscono la fiducia in se stessi, o perdono la capacità di governare, o si verificano entrambe le cose. Sono allora rovesciati dai Medi, che attirano i Bassi dalla loro parte fingendo di lottare per la giustizia e la libertà. Conseguito il loro obiettivo, i Medi ricacciano i Bassi alla loro condizione di servaggio, diventando a loro volta Alti. Ben presto da uno dei due gruppi rimanenti, o da entrambi, ne germina uno nuovo di Medi, e la lotta ricomincia da capo. Dei tre gruppi, soltanto quello dei Bassi non riesce mai a realizzare i propri fini, nemmeno temporaneamente.

Sarebbe eccessivo sostenere che nel corso della Storia non ci siano stati miglioramenti materiali di alcun genere. Perfino in un periodo di decadenza quale quello attuale, l’uomo medio si trova in condizioni materiali migliori rispetto a qualche secolo fa, ma nessun incremento nel benessere, nessun addolcimento dei costumi, nessuna riforma o rivoluzione hanno minimamente favorito l’uguaglianza fra gli uomini.




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Democratici, da morire.
post pubblicato in diario, il 15 aprile 2010

Ettore Petrolini, attore comico e drammaturgo, sosteneva che il denaro si dovesse prenderlo dalle tasche dei poveri: “Hanno poco, ma sono in tanti!”.

Agli inizi del novecento faceva ancora ridere…oggi invece sembra di ascoltare il principio su cui si fondano tutte le democrazie moderne dove il consenso di masse sterminate di morti di fame (ogni giorno più povere) viene sfruttato per arricchire un ristretto gruppo di fortunati nababbi (sempre più ricchi).

Se il Principio-Petrolini può sembrare una superficiale banalizzazione di problemi più complessi, ci si potrebbe sempre ricredere dando un’occhiata alla distribuzione della ricchezza nel mondo o ai dati di diffusione della malattia che provoca più morti sulla terra (la malaria) o più semplicisticamente al fatto che in Italia il reddito proveniente dal lavoro viene tassato quasi al 50 percento mentre invece le rendite derivanti da speculazioni finanziarie solo al 12…

In quale democrazia de facto sarebbe stato necessario lottare fino all’ultimo voto per approvare la riforma di un sistema sanitario come quello statunitense dove gli interessi delle lobby farmaceutiche e assicurative negano il diritto di cura a oltre 50 milioni di americani?

Harry Frankfurt scrisse in un suo saggio filosofico che la stronzata è un nemico della verità più grande della menzogna.

Di menzogne ne sentiamo tante di continuo ogni giorno. Una delle migliori è quella della democrazia come partecipazione di liberi cittadini al governo del proprio Paese (resta un mistero come possano definirsi liberi 3/4 dei cittadini del pianeta che muoiono quotidianamente di fame). Un’altra niente male, di menzogna, è quella di essere tutti uguali solo perché liberamente tutti votiamo e leggiamo il corrieredellosport.

Ma la più grande di tutte è quella del Bene derivante dall’esportazione della democrazia (seconda solo alla nuova tesi difensiva di Moggi). Citando Frankfurt: una stronzata!

Un recente rapporto delle Nazioni Unite definisce l’Afghanistan il posto peggiore al mondo dove poter nascere. Possono votare, è vero, ma un bambino su tre muore all’atto del concepimento e il settanta percento della popolazione non ha accesso all’acqua.

Siamo là dal 2001 e a democratici colpi di bombe intelligenti e fosforo bianco abbiamo contribuito non poco a far divampare una democratica guerra civile con l’esercito afghano e l’Isaf da una parte,  e i talebani dall’altra.

Questa situazione rischia di precipitare ulteriormente a seguito dell’annunciato ritiro delle truppe Usa entro il 2011.

Le forze Isaf devono accelerare e annientare in un anno la resistenza talebana. Non devono lasciarsi alle spalle prove e/o testimonianze del loro lavoro. Devono evitare che qualche generale o ministro si ritrovi con la faccia imbarazzata a  dover trovare le parole giuste per spiegare a quel che resta dell’opinione pubblica situazioni come questa:

Non si può restare impassibili di fronte alla democrazia che uccide, da centinaia di metri di distanza, una decina di persone con in mano una macchina fotografica. E non si può nemmeno comprendere la portata dell’odio derivante da quest’azione, dall’assassinio di quelle persone, perché a generarlo è la Democrazia.

La nostra democrazia, infatti, acceca.

Nella nostra democrazia è incomprensibile non Emergency, ma il concetto in sè di Emergency: un’ospedale che indistintamente soccorre e cura, nel peggior posto del pianeta, sia gli angeli (noi) che i demoni (i talebani). Non a caso Maurizio Gasparri, senatore della nostra repubblica democratica, di recente ha dichiarato: “La linea del governo è chiara, a tutela della pace e della libertà minacciate dal terrorismo. Quella di Emergency, no”.

E intanto mentre il ministro della nostra repubblica democratica, Franco Frattini,  si perde nelle sue criptiche elucubrazioni…

Sono giorni che non sappiamo dove la democrazia afghana (emanazione per esportazione della nostra) abbia condotto i tre collaboratori di Emergency accusati di detenzione di armi e complotto a due fasi(??!!).

C’è ancora qualcuno che pensa all’Afghanistan e all’Iraq di oggi come paesi migliori rispetto a nove anni fa. Sono fatti concreti: nove anni fa in Afghanistan non c’era mica un parlamento democraticamente eletto capace di promulgare una legge per impedire alle donne di uscire di casa senza il permesso del marito!

C’è chi si spinge oltre e arriva a sostenere che queste nazioni sono diventate democratiche grazie a noi, che  queste nazioni oggi sono migliori grazie a noi…Di conseguenza anche noi, che abbiamo contribuito alla vittoria del Bene sul Male, siamo migliori…

Stiamo migliorando il mondo e noi stessi ma ci manca l’ottimismo di Petrolini che, in punto di morte, al dottore che lo trovava migliorato, esclamava: Meno male che mòro guarito!

Per finire: Walt Whitman, nel suo Prospettive democratiche:«Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto. »


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Discorso funebre.
post pubblicato in diario, il 3 aprile 2010
Vietnam

Quando vuoi fare una foto devi tenere conto del soggetto che vuoi rappresentare, del contesto che gli sta attorno, decidere come inquadrarlo e soprattutto metterlo a fuoco. Stessa cosa se vuoi filmare il tuo viaggio di nozze o la tua vacanza o dei momenti famigliari. Non devi esagerare con lo zoom, non devi muoverti troppo velocemente, devi mettere a fuoco le scene importanti e significative…

Rischi di ritrovarti un domani con album o dvd di ricordi incomprensibili. Album e dvd di non ricordi, album e dvd di niente.

La foto della bambina vietnamita che fugge dai bombardamenti al napalm degli americani, se fosse tutta sfocata potrebbe anche rappresentare una bambina vietnamita che sorridendo va incontro felice ai marines. Potrebbe essere una gita al parco, o una festa di compleanno. Potrebbe essere di tutto.

Tutto e, quindi, niente.

Il ministro dell’istruzione Gelmini di recente ha pensato di non inserire la Resistenza nei programmi di storia delle quinte liceo. Perché, come spiega Eugenio Di Rienzo su Il Giornale, bisogna correggere la “perdurante anomalia della cultura italiana” e inquadrare meglio la seconda guerra mondiale. In un contesto più ampio…

In pratica la foto di vostro figlio il giorno del suo quinto compleanno scattata da Google Earth. In pratica una foto del cazzo!

Dopo le polemiche e le pressioni di partiti e associazioni, la Gelmini ha fatto marcia indietro ma esistono altri esempi di questa strisciante volontà normalizzatrice delle anomalie. Uno su tutti: il premio Matteotti.

Il premio Giacomo Matteotti, come si legge sul sito del Governo Italiano, ha l’obiettivo di “mantenere viva la figura del martire del fascismo”. Nello spot del governo, l’immagine del martire del fascismo esce alquanto sfocata:

Talmente sfocata che non si vede il fascismo.

Matteotti,dopo aver denunciato in Parlamento le violenze e gli abusi perpetrati dai fascisti per vincere le elezioni del 1924, disse con fredda lucidità: “Ora che il mio discorso l’ho fatto, preparate il discorso funebre per me”.

Il suo corpo venne ritrovato in decomposizione il 16 agosto del 1924, a Riano. 86 anni dopo, attraverso lo spot del governo, il discorso funebre a ciò che rappresenta.


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permalink | inviato da zeta1974 il 3/4/2010 alle 14:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L'estasi dell'amore.
post pubblicato in diario, il 30 marzo 2010

Gli astensionisti italiani sembra siano gli unici ad aver vinto le ultime elezioni regionali. Personalmente vorrei godessero più di tutti degli effetti reali del compimento dell’estasi dell’amore (da parte del partito dell’amore).

La stragrande maggioranza di chi alle scorse regionali ha scelto di non scegliere penso sia vittima della propria visione (integralista) della politica. Un italiano su tre si è trasformato in una specie di ayatollah (de noantri):  una guida spirituale “super pares” che non vede attorno a se gente abbastanza fedele al Capitale di Marx  o a La ricchezza delle nazioni di Smith.

L’astensionista integralista ha imparato a non votare, da tempo rifiuta il confronto se non con pochi altri suoi simili e fugge dall’impegno politico in prima persona a prescindere.

Quello italiano poi, a differenza ad esempio di quello francese, non è che non va a votare perché disinformato o per lanciare un messaggio al partito di governo costringendolo, a seguito di una sconfitta elettorale, a una qualche inversione di tendenza.

No, l’ayatollah dell’astensione ama la politica, legge, studia, se ne interessa. L’ama a tal punto da provare disgusto per la pessima rappresentazione che ogni giorno ne danno gli odierni politicanti. Proprio per questo è schifato dalla politica “di destra e di sinistra! Perché bianchi e rossi sono tutti uguali!”.

L’astensionista integralista si vede talmente bello da non riuscire a trovare una compagna o un compagno all’altezza del suo fascino. Fantastica di un giorno in cui l’attuale classe politica suonerà alla sua porta per chiedergli un parere o un consiglio illuminante. In alternativa, se D’Alema ancora non opta per la pensione, immagina il giorno in cui il “Partito dell’Astensione” arriverà all’80% dei consensi.

Quel giorno, il solo voto di Renzo “La Trota” consegnerà comuni, province, regioni e il Paese ai suoi simili con buona pace di Charles Darwin e la teoria dell’evoluzione.

Detto questo, le analisi del voto…

Acidi biliari in forte aumento. La Lega trascina il centrodestra alla vittoria nel nord del paese: in Piemonte prende il 16,74%, in Lombardia il 26,2% e sbanca in Veneto col 35,15% dei consensi. La bandiera verde sventola fiera nei cieli padani mentre Renzo “la trota” Bossi (uno che ha dovuto ripetere l’esame di maturità 4 volte) entra prepotentemente nel consiglio regionale della Lombardia con quasi 12 mila preferenze.

Globuli bianchi incostanti ma nella norma. L’UDC non sfonda come Casini s’aspettava ma dimostra di assolvere perfettamente al suo ruolo biologico di difesa contro organismi estranei alla sua concezione equilibristica della politica. Perde in Piemonte, dov’era alleato del centrosinistra contro il leghista Cota. Vince nel Lazio, dov’era alleato col centrodestra contro la Bonino, strappando il 6% dei consensi. Vince insieme al centrosinistra di Claudio Burlando in Liguria, perde contro il centrosinistra di Nichi Vendola in Puglia (chiaro, no?!).

Globuli rossi in continua costante flessione. Di conseguenza, l’ossigenazione dei tessuti ne risente e porta qualcuno nel PD a festeggiare per il 7-6 inflitto comunque al centrodestra (che, a guardare le facce, sembra l’abbia presa bene!). Gli unici volti sorridenti a sud di Narni, in linea con il risultato elettorale definito soddisfacente dalla Finocchiaro, sono quelli di Nichi Vendola e Vito De Filippo che confermano al centrosinistra le regioni Puglia e Basilicata.

Testosterone in caduta libera. Supersilvio non riesce ad alzare, i consensi, come una volta ma anzi perde più di 1 milione di voti su base nazionale (tenendo anche conto dell’assenza della lista Pdl a Roma e provincia). E’ apparso su tutti i canali di tutte le televisioni praticamente tutti i giorni direttamente e indirittamente da un mese a questa parte. E’ riuscito ad oscurare sul servizio pubblico giornalisti e talk show non graditi, battendo in questo pure lo Zimbawe. Vagheggiava di una Pdl al 45 percento, si ritrova in mano un 27% scarso su base nazionale e la Lega che già chiede un candidato leghista per le prossime comunali di Milano.

Adrenalina alle stelle. I grillini di Beppe Grillo (Beppe Grillo a parte) ottengono un grande risultato elettorale e volano al 7 percento in Emilia Romagna con proposte e persone alternative sia al centrodestra sia al centrosinistra. I candidati e le candidate del Movimento 5 stelle a mio avviso non possono rappresentare, come qualcuno si affretta a liquidarli, l’antipolitica ma al contrario sono quei cittadini che rigettando le conclusioni dell’astensionista integralista intendono partecipare con le loro idee, attivamente, alla vita collettiva. Come del resto auspicava Antonio Gramsci.


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permalink | inviato da zeta1974 il 30/3/2010 alle 23:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Per una notte.
post pubblicato in diario, il 26 marzo 2010

Per una notte, il servizio pubblico ancora in esilio…


Ciao Darwin.
post pubblicato in diario, il 25 marzo 2010

Domenica potrò scegliere chi amministrerà la Regione Lazio per i prossimi 5 anni.

In pratica è una sfida a due tra la sindacalista di destra, Renata Polverini, e l’ex-commissario europeo Emma Bonino.

Ciascun elettore del Lazio potrà scegliere se accordare la propria fiducia a un evasore fiscale reo confesso che, per esplicito volere del suo capo, dovrà costruire nel Lazio una centrale nucleare (la Polverini) oppure, come dice il presidente della CEI Bagnasco (che troppo spesso confonde l’Italia con l’Iran), a una radicale (la Bonino) che non ha nessuna intenzione di abrogare la legge 194.

All’elettore di centrodestra di Roma e Provincia, orfano della lista PDL, sembra sia ancora garantito il diritto di voto. I pidiellini romani, contrariamente a quanto sostiene da giorni supersilvio,  sono ancora in possesso della propria tessera elettorale e potranno scegliere liberamente a chi dare fiducia.

Forse il loro stomaco (sicuramente allenatissimo) riuscirà a ingoiare per l’ennesima volta un plurinquisito del calibro di Storace (quello che da governatore del Lazio ha lasciato 10 miliardi di euro di debiti sul bilancio della Sanità).

Più fortunato dell’elettore PDL di Roma e Provincia è certamente l’elettore PDL di Latina dove la lista di Berlusconi a sostegno della Polverini c’è perché è stata presentata in tempo sotto l’attenta supervisione del senatore Fazzone (coordinatore provinciale PDL). Fazzone è quel senatore della (nostra) Repubblica recentemente balzato agli onori della cronaca per essersi opposto allo scioglimento del consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose e per essere stato indagato per una serie di raccomandazioni inviate all’ex manager della Asl Benito Battigaglia.

In questa situazione di illegalità e immoralità diffusa (non solo nel Lazio), Berlusconi ha pensato bene di chiamare a raccolta a Roma quel che resta della sua laceratissima PDL sotto lo slogan ‘L’amore vince sempre sull’odio’ (in pratica l’evoluzione naturale dei primi fortunatissimi slogan riassumibili in ‘Pane e fica per tutti’). I 150 mila accorsi a San Giovanni hanno potuto assistere al solito show del premier contro i giornalisti faziosi, i comunisti invidiosi e la magistratura politicizzata di sinistra senza però poter ascoltare le proposte dei candidati governatori alle prossime regionali (costretti a recitare la preghierina dell’amore) e senza riuscire a capire come il governo che ha guidato il paese per 7 degli utlimi 9 anni ha affrontato o intende affrontare la crisi economica (nell’ultimo anno sono stati bruciati 380 mila posti di lavoro). Un impegno concreto, durante la marcia dei 150 mila,  supersilvio l’ha comunque preso: sconfiggerà il cancro (non una parola invece sulla demenza senile)!

Domenica potrò scegliere chi amministrerà la Regione Lazio per i prossimi 5 anni e SICURAMENTE non voterò per berlusconi e i suoi berluscones che stanno condannando l’Italia e gli italiani onesti all’estinzione.


Il clistere della libertà.
post pubblicato in diario, il 12 marzo 2010

Minzolini, fedele allo spirito e alle modalità del servizio pubblico, il clistere della libertà ce l’ha praticato una volta al mese esclusivamente per il nostro bene.

Una volta al mese si è fatto dettare  l’omelia dal capo si è affacciato dagli schermi del Tg1 nelle case degli italiani e (introdotta la cannula) ha aperto il rubinetto:

3 Ottobre 2009. “E’ possibile che la libertà di stampa sia stata messa in pericolo solo dalle due querele di Berlusconi? Si ha una strana concezione del pluralismo dell’informazione. Ci sono giornali che si considerano depositari della verità. Che giudicano gli altri che la pensano in modo diverso come nemici o servi. Chi ha questa concezione manifesta contro un IPOTETICO regime politico per insediare un inaccettabile regime mediatico.”

9 Novembre 2009. “L’abolizione dell’immunità parlamentare ha provocato un vulnus nella costituzione. Si è rotto un equilibrio tra poteri e non se n’è creato un altro. Ora c’è da auspicare che quel vulnus sia sanato.”

11 Dicembre 2009. “Il caso Spatuzza è l’ultima prova ma l’elenco è infinito. Nel nostro sistema giudiziario c’è qualcosa di sbagliato: questo è un dato di fatto! Lo si può dire in tanti modi ma la cosa è che le polemiche di questi giorni sulle forme non facciano dimenticare la sostanza di questi problemi che impediscono al paese di modernizzarsi e di guardare avanti.”

13 Gennaio 2010. “Il destino di Craxi la sua carriera fatta di luci e di ombre è comune a molti dei grandi personaggi di quel periodo complesso. Addirittura Kohl riunì le due Germanie e poi finì sotto processo. Ma per la Storia Craxi va già ricordato oggi come uno statista!”

18 Febbraio 2010. “Siamo in piena campagna per le elezioni e puntualmente le inchieste giudiziarie sostituiscono i programmi elettorali.”

Mi viene in mente una canzone dei 99Posse…



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Il capo.
post pubblicato in diario, il 10 marzo 2010

Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.

Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?

Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.

La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.

Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.

Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.

Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.

In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.

Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”

Elsa Morante, Il Capo del Governo (1945), pubblicato in “Paragone Letteratura” n.456 del febbraio 1988


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Milioni-express.
post pubblicato in diario, il 2 marzo 2010

Milioni express

Scoop! Afredo Milioni lascia la politica a seguito della mancata presentazione delle liste PDL a Roma e Provincia. Il Presidente del XIX Municipio di Roma aprirà una sua attività per le consegne a domicilio garantite in 30 minuti su tutto il territorio della capitale.

Il servizio non sarà disponibile ore pasti.


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Punti di vista (sulla bolletta della luce).
post pubblicato in diario, il 2 marzo 2010

(Opinioni a confronto: un libero cittadino e Bruno Vespa)

Libero Cittadino. Vorrei che mi si dicesse in quale stato democratico nell’occidente libero-liberale-liberista esiste un presidente del consiglio che possiede tre reti televisive a diffusione nazionale e che è in grado di scegliere attraverso il suo governo e il (suo) parlamento i direttori di tutti i telegiornali (sia privati, sia pubblici ).

Bruno Vespa. Vorrei che mi si dicesse in quale grande tv pubblica e anche privata al mondo esiste un programma di prima serata in cui la vittima è costantemente la stessa parte politica, che stia al governo o all’opposizione.

Libero Cittadino. Vorrei che mi si dicesse se esiste nell’occidente libero-liberale-liberista un presidente del consiglio che con un suo editto purga i giornalisti di punta del servizio pubblico i quali, solo grazie alla sentenza del Giudice del Lavoro, vengono reintegrati in quanto  ingiustamente licenziati.

Bruno Vespa. Santoro è lì per ordine del magistrato. Anche qui: trovate un Paese in cui il giudice ordina la collocazione perpetua di un programma in prima serata.

Libero Cittadino. Vorrei che mi si dicesse in quale stato democratico d’occidente succede che un avvocato corrompe dei giudici per conto di un imprenditore che poi diventa presidente del consiglio e che, in qualità di presidente del consiglio, emana una legge per accorciare i tempi di prescrizione proprio per i reati di corruzione. Tutto questo mentre è in corso il processo all’avvocato di cui sopra che la Giustizia condannerà in sede civile a pagare 250 mila euro di risarcimento ma non potrà condannare in sede penale per  la sopraggiunta prescrizione del reato commesso.
E vorrei che mi si dicesse, da libero cittadino, quale televisione di Stato in occidente è in grado di informare l’opinione pubblica su tale vicenda in questo modo (praticamente spacciando una condanna per un’assoluzione):

Bruno Vespa. Se Berlusconi è l’uomo della libertà, non può soffocare la mia azienda. Giace da tempo sul suo tavolo il progetto per inserire il canone, riducendolo, nella bolletta della luce in modo da ridurre l’enorme, clamorosa evasione. Mandi avanti questo progetto e dimostrerà di voler mantenere l’equilibrio tra i principali gruppi televisivi del Paese.

Libero cittadino. Vorrei infine che qualcuno mi spiegasse la logica sottesa al ragionamento di Vespa secondo cui con l’abbonamento RAI direttamente nella bolletta della luce risolverebbe in un colpo solo il problema dell’evasione del canone e il conflitto d’interessi…( sigh)

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