C’era una volta Al Capone detto “Il Napoletano”, Joe Aiello originario di Bagheria, Antonino Lombardo detto Tony, la famiglia Genna, Angelo La Mantia di Termini Imerese e tanti tanti altri…
Chi più chi meno erano tutti emigrati negli Stati Uniti per lavorare e, infatti, come indefessi lavoratori vengono ricordati tutt’oggi a Chicago dove, il giorno di San Valentino, qualcuno ancora commemora una delle loro più grandi opere (la Strage di San Valentino, appunto).
In tempi più recenti sono balzate agli onori della cronaca (nera) le famiglie Nirta e Strangio, costrette agli straordinari anche di ferragosto.
Infine c’è Bossi che, sostenendo con forza le ultime misure del governo volte a contrastare la criminalità con l’introduzione del reato di clandestinità, spiega la differenza tra i migranti italiani di inizio secolo e gli immigrati (neri, romeni e albanesi…) oggi in Italia: “noi andavamo a lavorare non ad uccidere la gente”, dice il senatùr.
Alzheimer? Suppongo di si...